Sono qui perché ho bisogno di raccontare a qualcuno la mia vita. Non mi importa davvero di chi lo farà: chiunque tu sia, grazie di leggermi, spero ti sia utile, in qualche modo.
Io scrivo.
Non lo faccio per visibilità, o per noia, né perché non ho altri cui affidare la mia memoria.
Ma perché sono un essere umano che vive.
Ed è una cosa bellissima, e ho deciso di metterci più attenzione, davvero, a questa cosa chiamata “vita”, perché troppe volte la bistratto, e ignoro, come se fosse poca cosa e lo so che sa tanto di frase da Baci Perugina, ma è davvero immensa, come raccontava il Mare al Vecchio Contadino in “Novecento” di Baricco, e io non voglio più far parte di quella banda di cornuti, come li chiamava lui.
Perché non condividerla, allora?
Come se fossi una persona qualunque seduta accanto ad un’altra persona qualcunque in metro. Uno sguardo e via, motore, azione!, una frase a mezza bocca per uno, e non si è più persone qualunque.
Anzi, si realizza di non esserlo mai state.
Si comincia.
Benvenuti a bordo della mia testa.
Ora capisco come doveva sentirsi Forrest Gump.